Mio Papà Gaspare Lo Bue

Gli italiani si sa, popolo di artisti e di navigatori, di santi e di poeti e Gaspare Lo Bue come i suoi predecessori e i suoi contemporanei ha impreziosito e arricchisce ancora adesso il mondo di arte con la A maiuscola, data agli uomini come segno tangibile di un Creatore che, nella sua magnificenza, non ha lasciato nulla a caso, concedendo all’umanità nella sua infinita bontà non solo l’essenziale, ma anche il sublime. Gaspare Lo Bue nasce a Misilmeri, cittadina che si affaccia sul golfo di Palermo, di umili origini, cresce consapevole di tutte le vicissitudini della vita e delle sue virtù di cui lui stesso ne ammette per primo la natura divina, se ne deduce anche una umana di natura, fatta di sani principi e di grandi valori morali, oggi purtroppo, ormai sulla via dell’estenzione. Attratto sin da bambino dalla musica, impara precocemente e in tenera età, a suonare e cantare. Questo darà il via a una lunga carriera musicale protratta negli anni formando e guidando il gruppo musicale “GLI EMIRI”. Ne seguiranno tantissime serate, feste patronali, rionali e cerimonie che vengono ricordate ancora oggi con un pizzico di nostalgia da quanti li hanno conosciuti e largamente apprezzati. In età giovanile Gaspare scopre un’altra inclinazione per una nobile arte “il teatro”, questo lo porterà prima a formarsi come attore con una compagnia teatrale del capoluogo, e poi (ed è qui la straordinarietà del suo estro) a mettere in scena testi teatrali in dialetto siciliano scritti di suo pugno e successivamente pluripremiati in qualità di autore. L’apoteosi arriva con la poesia, che lo consacra ad artista poliedrico a 360 gradi di cui non la cittadinanza d’origine dovrebbe andarne fiera, ma la nazione intera, che a oggi, visti i riconoscimenti da parte di critici di un certo spessore, dovrebbe compensarne tutto il suo pregio e il valore culturale apportato. La peculiarità di Gaspare artista: semplice, genuino, schietto, autentico, spontaneo e privo di artifizio, profondo, sensibile, spirituale, carismatico, sentimentale, drammatico ma anche esilarante, solare, divertente, questi gli aggettivi che descrivono solo in parte ciò che spesso con le parole non si riesce a dire. In questi anni avendo letto, passate al setaccio e apprezzato tutte le sue opere ho cercato in loro prima che l’artista, l’uomo e la sua intima natura, dalla scrittura si può capire tanto, la scrittura vive di vita propria, tutti i grandi luminari, filosofi, teologi, romanzieri e poeti si son servite di essa ed è grazie ad essa se noi possiamo tramandare ai posteri quello che siamo stati e quanto abbiamo ricevuto. Che dono eccelso che hai mio caro zio!! Poter lasciare una traccia indelebile del tuo passaggio sulla terra, e anche per chi, dopo secoli ci sarà dopo di noi e avrà il privilegio di leggere le tue opere, potrà discernere non solo l’artista ma l’uomo Gaspare Lo Bue.

                                                                                    

                                                                                                      Giuseppe Centino

Registrazione amatoriale delle canzoni di Papà

Tastiera/Sax Tenore*: Giuseppe Lo Bue

Voce: Gaspare Lo Bue

Brani in Italiano

Piccola Bambina

 

Un amore finito

 

Sai

 

Che sei bella

 

Sei sempre amore

 

Cosa farò

 

Al mio amore

 

Tu sai perchè

 

Non trattarmi così

 

Rosa mia

 

Pepatina (Sax)*

Brani in dialetto siciliano

Dormi bidduzza

Lu veru amuri acchiana di lu cori


Quanno ci si tu

 

U quatru da me sorti

 

Iu t'arrubbai lu ciatu

 

Chi mal'ebbica

 

Iu spasimu pi tia

 

Peppi u scimunitu

 

Mastru Ninuzzu u scarparu

 

Amuri cu gioia e duluri

 

A nuvena a San Giuseppi